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Cresce allarme OMS: carne trattata cancerogena

Date - novembre 23, 2015 Category - News

Lo IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, un organismo parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), giorni fa, ha stilato una lista nera delle carni trattate, inserite nel gruppo 1 assieme a fumo, amianto, arsenico e benzene, perché considerate cancerogene per l’uomo: wurstel, salsicce, carne salata ed affumicata, carne in scatola, preparazioni e salse a base di carne; e le carni rosse nella categoria probabili cancerogeni (classe 2A), che comprendono, nel linguaggio medico, le carni di mammiferi (manzo, maiale, agnello, cavallo, cervo, ecc.).

Ovviamente, non bisogna eliminare la carne dalle nostre tavole, basta non abusarne, poiché essa è un alimento che apporta nutrienti fondamentali come le proteine ed alcuni elementi minerali. Solo un consumo elevato di carni lavorate, soprattutto i salumi, in cui si è ecceduto nell’uso di nitriti e nitrati come conservanti, infatti gli esperti hanno scoperto che un consumo, al giorno, di una porzione di 50 grammi di carne lavorata, il consumo di cancro del colon-retto aumenta del 18%, come anche i tumori del pancreas e alla prostata; ma anche l’utilizzo di alcuni sistemi di cottura, come alla brace o eccessivamente cotta, è associato l’aumento di alcuni tumori. Mentre nel caso di un consumo di carne non processata non sono stati evidenziati rischi significativi.

Già nel 2007 gli oncologi italiani lanciavano l’allarme sulla cancerogenicità delle carni rosse bruciacchiate. Non solo carne, anche altri alimenti come verdure, pesce, pizza, pane se cotti con un contatto diretto della fiamma, possono sviluppare le stesse identiche sostanze pericolose: gli idrocarburi, come dichiara Agostino Macrì, responsabile dell’Area sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).

Si tratta di un invito a seguire la dieta mediterranea, dove la carne rossa va consumata una o due volte a settimana al massimo.

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