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Gli alimenti, tra tecnologia, abitudini e norme.

Date - ottobre 8, 2015 Category - News

Negli ultimi cinquant’anni sono profondamente cambiate le possibilità di cottura e di conservazione degli alimenti all’interno delle nostre case: è stato spazzato via un sapere culinario ed un economia domestica che procedeva storicamente per lente acquisizioni successive. Le famiglie italiane, infatti, hanno conosciuto il forno elettrico ed il forno a gas, il frigorifero ed i frullatori più svariati, il freezer ed il forno a microonde, ecc. Non solo, il tempo dedicato alla spesa si è assottigliato sempre di più, diventando prima a frequenza settimanale, poi quindicinale; i negozi sotto casa e le tradizionali bancarelle del mercato settimanale, sono state sostituite dal supermercato da cui si esce con carrelli strapieni.

A questi profondi mutamenti di costume non c’è stata un’educazione di massa, e quindi le persone hanno imparato a convivere con nuovi alimenti e nuove abitudini solo sulla base di informazioni superficiali. Proprio da queste scarse conoscenze nascono i rischi maggiori per l’alimentazione.

Invece, il controllo sugli alimenti prodotti industrialmente è ormai ampiamente regolamentato ed il consumatore è protetto. Dal 1 gennaio 1993, secondo quanto stabilito dalla Comunità Europea, anche nel settore alimentare si è registrato il passaggio dal mercato nazionale a quello comunitario che prevede norme uniformi e più restrittive in tutti i paesi della Comunità; queste norme, garantiscono non solo  la qualità igienica degli alimenti e la corretta informazione del consumatore.

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Regolamentata, infatti, è anche la corretta informazione al consumatore: il primo veicolo di informazione è l’etichetta, l’insieme delle indicazioni riportate sull’involucro dei prodotti preconfezionati o sul cartello che deve accompagnare la messa in vendita di quelli distribuiti allo stato sfuso. Tra le indicazioni obbligatorie ci sono: la denominazione di vendita (cioè il nome vero del prodotto che non può essere nè generico nè di fantasia), l’elenco degli ingredienti (in ordine di quantità decrescente), il peso netto (specificato dalla lettera e) e il termine minimo di conservazione (o, in caso di prodotti molto deperibili dal punto di vista microbiologico, ad esempio il latte, la data di scadenza). Norme particolari e più restrittive riguardano poi i cosiddetti “dietetici” e i prodotti destinati ad un’alimentazione particolare (ad esempio gli alimenti per la prima infanzia).

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