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Gli antichi romani e la dieta mediterranea

Date - novembre 26, 2015 Category - Uncategorized


La dieta mediterranea risale già agli antichi romani, addirittura al periodo tardo repubblicano ed imperiale dell’Impero romano, come è emerso nell’ambito della XVIII edizione della Borsa mediterranea del turismo archeologico a Paestum durante il convegno “Cibo e approvvigionamento a Roma, in Italia e nell’Impero”. Si trattava di una dieta ricca di cereali, come il grano ed il farro, molta frutta come l’uva ed il melograno, pesce e proteine animali (suini e bovini). Oltre alla zuppa di farro, che era un piatto molto comune, i romani mangiavano la zuppa d’orzo e al miglio, antenato della polenta che si ricavava cuocendolo nel latte; ed accanto all’insalata utilizzavano cavoli, rape, bietole e cipolle. Fonte di energia e nutrimento per tutti era l’uso di fave, lupini, lenticchie e ceci.

Ciò era possibile, perché la zona dell’Italia centrale, per la fertilità del terreno, era favorita da molte specie vegetali.

La prima colazione, detta “ientaculum”, era caratterizzata da un salutare concentrato di energia: miele, frutta fresca e secca, formaggio e pane; verso mezzogiorno si faceva un veloce spuntino con focacce, legumi o ancora frutta (prandium) e poi, nel tardo pomeriggio, si faceva la coena, che per i ricchi era composta dall’antipasto e da diverse portate, seguite da dolce e frutta. Un esempio, è la famosa cena di Trimalcione descritta nel Satyricon di Petronio.

Un altro esempio è la dieta di base degli abitanti di Pompei, come testimonia una lista incisa nel muro di una taverna al centro della città, si trattava di una cucina molto semplice: pane come base, seguito dall’olio e dal vino, formaggio e con qualche rara aggiunta di pesce o di carne.

Un’abitudine irrinunciabile era il vino, il cosiddetto nettare degli dei, che veniva corretto con spezie, miele ed altri aromi. Esso veniva diluito con acqua, fredda d’estate e calda d’inverno. Il vino, ricordiamo, svolge un effetto positivo sulla longevità, riducendo quasi del 50% il rischio di mortalità; un bicchiere di esso, contiene da 1 a 2 grammi per litro di polifenoli.

Dieta e longevità

 

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