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Il burro non fa più male

Date - dicembre 2, 2015 Category - Uncategorized

Nonostante i maltrattamenti per la tutela della salute, il burro viene riabilitato nella sua funzione nutrizionale. Nina Teicholz, giornalista americana, autrice di The big fat surprise, fa rientrare il burro nella dieta mediterranea.
La giornalista contesta lo studio di Ancel Keys, fautore del termine “dieta mediterranea”, affermando che
i dati raccolti sulla buona alimentazione si basano su individui che soffrivano la fame del dopoguerra e vivevano di stenti. Nonostante ciò gli studi dimostravano che le malattie cardiache non erano una conseguenza dell’invecchiamento, ma dipendevano dall’alimentazione e il burro diventa così un tabù.

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Da qui la promozione degli oli vegetali, tra cui primeggia l’olio extravergine d’oliva. Ma dietro questa apparente svolta green, si celano gli interessi dell’industria alimentare, che promuove preparati con oli vegetali, ma non d’oliva, né tantomeno di semi, bensì olio di palma, che non copre i sapori ed è molto economico, ma anche ricco di grassi saturi. La denuncia di Teicholz si estende alla scelta di lanciarsi anche sui carboidrati per ottemperare la fame, il tutto senza moderazione.

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Pierluigi Rossi, specialista in Scienza dell’Alimentazione e Genomica Nutrizionale, afferma che il burro è un’emulsione di grassi, vitamine, minerali e acqua ottenuto da latte bovino. Ha una complessa varietà di acidi grassi , tra cui vi è l’acido butirrico, che svolge una funzione protettiva sul’intestino.
Il discorso è sempre rivolto alla moderazione della quantità giornaliera assunta.

 

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