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La Pubblicità quando incontra le Emozioni

Date - dicembre 7, 2015 Category - News

La pubblicità emoziona, innamora, seduce. Suscita emozioni. Un chilo di pubblicità può contenere 999 grammi di razionalità, ma brillerà e si distinguerà per il suo grammo di follia”

(Luis Bassat).

Le emozioni da sempre sono state catalogate come qualcosa di personale, di individuale, di introspettivo. In realtà, se è vero che esse nascono dentro di noi, è nella società che hanno i più significativi riscontri. Esse rappresentano una leva potentissima anche nella comunicazione pubblicitaria.

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Ciò che distingue una pubblicità dalle altre è la capacità di comunicare il proprio messaggio giocando con l’immaginazione e le emozioni del consumatore, riuscendo a catturare la sua attenzione con immediatezza ed ironia.

L’era della pubblicità che deve solo persuadere il consumatore della bontà di un prodotto è ormai finita, chi compra vuole essere sorpreso, corteggiato, stuzzicato. Aggiungere emotività alla pubblicità cattura maggiormente l’attenzione del pubblico e migliora le prestazioni cognitive, in particolare il ricordo e la valutazione, aumentando in definitiva l’efficacia del messaggio.

Tutti sono naturalmente convinti che per influenzare i giudizi e i comportamenti altrui occorra colorire e potenziare le argomentazioni con una buona dose di emotività. Per essere convincente, un messaggio pubblicitario non deve solo fornire informazioni sul prodotto, ma deve affascinare i consumatori giocando sulle capacità d’impatto emozionale.

Seppur più difficile da governare, l’aspetto emotivo è quello che assicura una maggiore fidelizzazione della clientela, pertanto oggi è l’aspetto sul quale si concentrano maggiormente i creativi.

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