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L’importanza delle fattorie didattiche

Date - ottobre 12, 2015 Category - News

Le fattorie didattiche nascono dallo stretto connubio tra agricoltura e sapere, infatti, sono delle aziende agricole o degli agriturismi in cui si fanno attività educative “attive”, come la realizzazione di un prodotto tipico (ad esempio, il formaggio a partire dal latte appena munto) o la raccolta di frutta e verdura, attraverso laboratori e percorsi ad hoc; si tratta di attività rivolte, soprattutto, ai bambini e ai ragazzi, in quanto creano contatti fra il mondo urbano e quello rurale, diffondendo le tradizioni e le usanze della cultura contadina.

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L’obiettivo è di diffondere la conoscenza sulle attività svolte in fattoria, attraverso gli antichi mestieri e la manualità artigianale, una conoscenza di una realtà spesso sconosciuta, a contatto con la natura, gli animali ed il verde. Attraverso queste attività, i bambini imparano divertendosi; non solo, essi vengono sensibilizzati sul tema della tutela dell’ambiente e conoscono le basi di una sana alimentazione.

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Le attività, dunque, sono guidate da veri agricoltori e durante la visita (dopo l’attività didattica) si assaggiano gli alimenti tipici e genuini (a chilometro zero) della fattoria, a partire dal latte appena munto.

Oltre al valore educativo, con le fattorie didattiche si ha la possibilità di riqualificare le attività agricole come fonte di reddito complementare e strumento di marketing.

Una fattoria didattica, viene così definita, sulla base del rispetto di alcuni parametri, indispensabili per garantire un’accoglienza qualificata ai visitatori, sono definiti da un documento che è chiamato “Carta della qualità” (primo documento in Italia).

Le prime fattorie didattiche, si sviluppano ai primi del Novecento, soprattutto nei paesi scandinavi, in particolare in Norvegia, Danimarca e Svezia. In Italia, i primi esempi si hanno alla fine degli anni ottanta in Emilia Romagna.

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